I bassorilievi realizzati da Gianni Ballarò nel 1960 arricchiscono la villa con una serie di scene campestri che celebrano la vita rurale e le sue atmosfere. Le figure, modellate nella maiolica, raccontano gesti quotidiani e momenti di lavoro, restituendo una visione poetica del rapporto tra uomo e natura. Sono opere che invitano a soffermarsi, a osservare i dettagli, a riconoscere frammenti di un passato che appartiene profondamente alla cultura del territorio.
La statua della Dea Cerere, scolpita da Nicolò Barrano nel 1957–58, è un omaggio alla divinità della fertilità e dei raccolti. Collocata nel parco, emerge come una presenza silenziosa e potente, simbolo del legame tra la villa e la terra che la circonda. Le forme solide e il volto sereno della dea evocano un’idea di abbondanza e protezione, ricordando al visitatore il carattere agricolo e mitologico della storia siciliana.
